lunedì 7 agosto 2017

Dal diario di Stefano, la scuola dei bambini speciali

Apre la porta la signora Togo con un  largo sorriso. È la direttrice del centro per bambini e ragazzi disabili di Khulani special school.

Qui 230 bambini e ragazzi trovano un rifugio e  tanto amore.
Molti di questi bambini sono residenziali. Altri tornano a casa per la sera. 

Qui, chi ha una disabilità è dimenticato, vive ai margini; non vanno a scuola e sono senza un futuro.

Alla Khulani possono completare il ciclo scolastico fino al diploma.

C'è l'aula informatica e quella di manualità in cui i ragazzi sono seguiti da educatori e volontari.

La quota prevista nel viaggio per il progetto di solidarietà che i viaggiatori destinano sarà devoluta a questa scuola. 

I viaggi di turismo solidale creano questi momenti. 







Dal diario di Stefano, Sud Africa

Città del Capo. Piove, ma qui è tutto molto bello e interessante. Prossima tappa è il museo dell'apartheid.
Finito il museo siamo andati a visitare Langa una town ship di Città del Capo. Una piccola città di 60000 abitanti con tutto all'interno. Tutto in modo diverso, il pub dove le donne preparano la birra giornalmente. La signora che abbiamo incontrato alleva le galline nei pochi metri quadri di casa sua. 
Tutti lavori informali che permettono alle famiglie di sopravvivere.
Questa umanità che vive in pochi metri quadri, dove i bambini non riescono a completare gli studi a causa del numero elevato nelle classi e nella mancanza della lingua inglese. 
Ci siamo spostati di Paese ma il problema principale rimane la scolarizzazione. Senza la scuola che prepara il futuro non c è speranza. 
Questa visita è stata come  un cucchiaio di ghiaccio nello stomaco. 
A poche centinaia di metri risplendono i grattacieli e il traffico assordante dell'altro mondo.





lunedì 31 luglio 2017

Dal diario di Stefano

La prima parte di questo viaggio si è conclusa. L'aereo ci mostra la baia di Pemba e tutte le immagini di questo periodo riaffiorano.

Riaffiora soprattutto l'impegno costante delle Missionarie e Missionari incontrati. Vedere  l'attenzione e l' amore verso questo Paese è una grande testimonianza.

Non si limitano solo a curare le ferite di questo popolo, occupandosi di bambini orfani, di denutriti, di formazione umana e professionale.

Sono il grido di denuncia in un Paese che giorno dopo giorno viene derubato delle ricchezze naturali.
Il Mozambico è come un bellissimo albero a cui stanno tagliando le radici.

I colpevoli sono multinazionali e la grande corruzione.

Nella zona di Gurue  un'impresa ha recintato elettricamente migliaia di ettari per coltivare prodotti da esportazione.

Questa recinzione ha tagliato l'accesso alla strada del villaggio.

Ora i bambini per recarsi a scuola devono percorrere 10 km a piedi.
Molti di loro lasceranno gli studi, andando ad ingrossare le file di quella generazione perduta di cui tanto si parla.

Questo essere Missione, questo dare voce ai dimenticati è un aspetto molto importante. 

Qui in Mozambico a parte due giornali on line nessuno ne parla.

In ogni Missione è presente questa forza e quel mettere al centro l'uomo.



Dal diario di Stefano

Ritorno a Metoro 

Sono stati giorni pieni ...
Carichi di storie, incontri e paesaggi dal fascino indescrivibile.

Nei lunghi viaggi in auto per raggiungere Mulumbo e Mepanhira, Suor Dalmazia ci ha raccontato storie degli anni trascorsi in Missione.
Abbiamo visto la forza delle Suore a Mepanhira e Mulumbo dove il necessario a volte non c'è, ma si va avanti lo stesso.

L'empatia con cui Suor Dalmazia si prende cura delle mamme e dei piccoli mi commuove ogni volta.

La denuncia del Vescovo di Gurue sull'accaparramento di terre da parte di grandi multinazionali nella Zambesia, relegando  i piccoli contadini in terre poco fertili.

sabato 29 luglio 2017

Dal diario di Stefania

Abbiamo passato ancora alcuni giorni a Metoro, dove abbiamo visto i bambini dell'asilo perplessi ma sorridenti alla vista dei chupa chupa che abbiamo regalato. Abbiamo anche aiutato ad aggiustare i tubi per la raccolta dell'acqua piovana del centro di salute gestito da suor Teresa, e ci siamo goduti il meraviglioso cielo della notte. 
Giovedì  siamo partiti alla volta di Errego, un paesino di 1000 abitanti nella regione dello Zambesia.  Ad aspettarci una veterana che ha praticamente passato la maggior parte della sua vita in Mozambico, la nostra amica suor Dalmazia. 
Questo posto, in mezzo al verde e vicino ad una bellissima chiesa molto suggestiva, fornisce le vitamine, il latte in polvere e dei lavoretti alla comunità circostante.
Di fronte c'è un centro di salute gestito dallo stato, che collabora con le suore di questa missione. Nel centro vengono visitati i pazienti malnutriti che con la ricetta si presentano poi qui per ricevere le vitamine. 
Anche  attività di cucito,  di alfabetizzazione, di ambulatorio vengono fornite.
É sorprendente come poche vitamine possano cambiare cosi tanto la salute e le capacità di una persona.  A volte, anche solo un la coscia di pollo può fare la differenza, rendendo una madre più forte e più in forma per sostenere una gravidanza (spesso muore o è troppo debole per poi alimentare correttamente con il proprio latte i neonati).
Abbiamo anche festeggiato la partenza di suor Dalmazia e assistito alla distribuzione di quaderni, matite e biscotti ai bambini per salutarla .
É evidente il fatto che lei sia un punto di riferimento per molti, ha anche fatto nascere tanti abitanti del posto (è ostetrica) e la sua partenza rattrista sicuramente molto.
É molto bello vedere il rapporto che si è instaurato tra le suore e i locali, un rapporto di rispetto e complicità che vorrei poter ritrovare anche in Italia. Un altro esempio che ho potuto vedere, di come due culture cosi diverse come quella di suor Dalmazia appunto, italiana, e quella mozambicana possano trovare dei punti di incontro.

lunedì 24 luglio 2017

Dal diario di Stefano, lo strano orologio

Nella saletta da pranzo della Missione di Muliquela c'è uno strano orologio.
È appoggiato al muro un po' vecchiotto e sta li senza lancette.
Il primo giorno non ci ho fatto caso ...

Poi, notandolo, piano piano dentro di me è sorto un pensiero: lo strano orologio rappresenta il tempo di qui.

Senza lancette a scandire i minuti, le ore, le giornate...

Il tempo che  viene scandito dal sole, dalle stagioni e dalle persone .

L'incontro con una persona è tempo prezioso tempo dedicato. 

Quando tramonta il sole, senza elettricità e senza luna piena è tempo di dormire .

E il risveglio coincide con le prime luci.


Nei campi e nei piatti si coltiva e si mangia i prodotti del tempo, delle stagioni. 

Dal diario di Stefano

Montepuez, Lar Irene Stefani

A Montepuez arriviamo verso le 11, ci aspetta Suor Roselda, una leggenda vivente!
Ha 83 anni ma con una  energia di una ragazzina.

Tutti i giorni va ancora in ospedale e i malati aspettano lei per la visita.
Riceve anche molte persone direttamente nella Missione.
Oltre a questo impegnativo lavoro deve coordinare il Lar che ospita 50 ragazze dagli 8 anni ai 20 anni.

Ci accompagna a visitare il lar Rosa una signora mozambicana che si occupa delle ragazze. Ci spiega che le ragazze sono qui per studiare, molte arrivano da villaggi lontani e alcune sono orfane. 
Qui trovano Amore e una guida per aiutarle a crescere fisicamente ma soprattutto moralmente.

Respirare l'atmosfera di questo posto, anche solo per poche ore fa bene. Ci rendiamo conto di quanto il lavoro dei missionari sia importante.

Prima della nostra partenza suor Roselda inizia le visite. Ci viene a salutare di corsa piena di gioia tenendo tra le mani due gemellini di un mese!!! 

Lasciamo il lar con tanta Speranza nel cuore e ancora risuonano le musiche e i canti delle ragazze.